Le polveri sottili spiegate ai bambini

Cosa sono? Cosa le origina? Quanto sono pericolose? Ecco una lista di semplici domande e risposte per capire tutto sulle polveri sottili

Il traffico genera le polveri sottili

Le polveri sottili sono invisibili. Non hanno sapore. Neanche ci si accorge di respirarle e introdurle nel nostro corpo. Ma quando succede le conseguenze possono essere gravissime: da una bronchite al cancro, fino alla morte. Queste polveri sono diventate l’elemento più pericoloso dei tempi moderni, l’inquinante più diffuso e più letale del mondo. Come mai è successo? Per capire tutto, in modo semplice e logico, sulle polveri sottili (cosa sono, dove sono, da dove arrivano…) ecco un elenco ragionato di domande e risposte facilmente comprensibili

Che cos’è l’atmosfera?

L’atmosfera è uno strato, formato da diversi tipi di gas, che circonda la Terra. È fondamentale per la vita nel pianeta, principalmente perché fornisce l’ossigeno. Un essere umano inspira oltre 10mila litri di ossigeno ogni giorno. Insieme all’ossigeno, però, inala anche tutte le altre sostanze presenti nell’aria che lo circonda. E non tutte le altre sostanze sono così utili, anzi. L’atmosfera, purtroppo, contiene anche elementi nocivi per la nostra salute. La maggior parte delle sostanze negative presenti in atmosfera sono state introdotte proprio dall’uomo, attraverso quel fenomeno che chiamiamo “inquinamento atmosferico”

Che cos’è l’inquinamento atmosferico?

Negli ultimi due secoli le attività umane hanno avuto un grande impatto sulla composizione dell’atmosfera. Il motivo principale consiste nel fatto che l’uomo ha iniziato a bruciare i combustibili fossili (petrolio, carbone e gas) per produrre l’energia necessaria per far funzionare praticamente tutto, dal cellulare all’auto, fino alle industrie. I combustibili fossili, una volta bruciati, immettono delle sostanze che vanno a modificare la composizione dell’atmosfera. La inquinano. Le sostanze che introduciamo sono nocive per la nostra salute (e non solo). I principali elementi inquinanti che immettiamo in atmosfera possono essere di forma gassosa (anidride carbonica, ozono, monossido di carbonio e numerosi altri) oppure di forma solida o liquida (le cosiddette “polveri sottili”). Le polveri sottili sono l’inquinante principale nelle città di tutto il mondo.

Che cosa sono le polveri sottili?

Le polveri sottili sono un insieme di microscopiche particelle solide e liquide sospese in aria. La loro natura è molto varia, tra i principali componenti ci sono: carbonio, ammoniaca, solfato, nitrato e altri tipi di polvere. Ma possono assorbire e veicolare anche altri inquinanti presenti in atmosfera, come mentali (arsenico, cadmio…) e idrocarburi. Le polveri sottili sono chiamate anche particolato o con l’acronimo PM (particulate matter, materiale particolato). È l’inquinante che provoca più malattie e morti premature, viene costantemente monitorato e negli ultimi decenni si sono moltiplicati gli sforzi per arginarlo.

Come si generano le polveri sottili?

L’origine delle polveri sottili può essere sia naturale che artificiale. Il particolato naturale può derivare da vari fenomeni, come le eruzioni vulcaniche, gli incendi boschivi, l’erosione di rocce e le tempeste di sabbia. Ma le polveri sottili più dannose sono quelle artificiali, che provengono prevalentemente dalla combustione di petrolio, gas e carbone per generare energia destinata a tre settori: i trasporti (auto, camion, aerei…), il riscaldamento (in casa, al lavoro, al bar…) e l’industria. 

Dove si trovano le polveri sottili?

Le polveri sottili si trovano principalmente all’interno delle città. Fattori che incidono negativamente sono la presenza di industrie e l’alto numero di abitanti (durante le ore di maggior traffico la concentrazione di particolato aumenta). Con l’inverno la situazione peggiora a causa del riscaldamento. Barriere fisiche (palazzi) o naturali (montagne) possono far ristagnare le sostanze nocive. Vento e pioggia aiutano invece a liberare l’aria. Tutti questi fattori incidono negativamente soprattutto su un territorio che risulta uno dei più inquinati d’Europa: la Pianura Padana, che ha molte metropoli, molte fabbriche e delle imponenti barriere naturali (Alpi e Appennini).

Perché le polveri sottili sono così pericolose?

Nell’apparato respiratorio umano solo un microscopico strato di cellule separa l’interno del nostro organismo dagli elementi esterni. Se con la respirazione inaliamo delle sostanze nocive (come accade con le polveri sottili), queste possono penetrare nell’organismo. Le conseguenze sono diverse: malattie come bronchiti o asma, ma anche tumori ai polmoni. L’Agenzia nazionale per la ricerca sul cancro (AIRC) ha classificato i PM nel gruppo 1 (sostanze cancerogene). Nel 2019 in Europa ci sono stati oltre 300mila morti premature a causa del particolato. La gravità delle conseguenze dipendono dalla durata dell’esposizione e dalla dimensione delle polveri inalate. Infatti più sono piccole, maggiore è la loro capacità di penetrare all’interno dell’organismo. Per questo motivo il particolato viene classificato in base alla sua grandezza.

Quali sono i tipi di polveri sottili?

Le polveri sottili vengono suddivise in diverse classi di dimensione, poiché da essa dipende la loro capacità di diffusione nell’ambiente di penetrazione nell’organismo umano. L’unità di misura utilizzata è il micron (o micrometro): un micron equivale a un milionesimo di metro (lo spessore di un capello è di circa 100 micron, un decimo di millimetro). Le categorie di polveri sottili sono queste:

  • PM10: il particolato che arriva fino a 10 micron, detto anche “grossolano”. È in grado di penetrare nel tratto superiore dell’apparato respiratorio (gola e trachea)
  • PM2,5: il particolato più piccolo di 2,5 micron, detto anche “fine”. È in grado di penetrare fino ai polmoni
  • PUF: il particolato ultrafine, più piccolo di 0,1 micron. È in grado di entrare fino all’apparato circolatorio (i vasi sanguigni)

Quali sono i limiti di legge per la concentrazione dei PM?

La concentrazione delle polveri sottili si misura in microgrammi (µg) per metro cubo (m³). Un microgrammo equivale a un miliardesimo di grammo. Sono misure piccolissime, ma di grande rilevanza: l’aumento di 10 µg/m³ di PM2,5 aumenta (tra il 6 e il 13%) il rischio di mortalità per problemi cardiopolmonari. Per questo i paesi fissano dei limiti di concentrazione di polveri sottili. In Italia i limiti sono stabiliti dalla D.Lgs 155/2010.

  • PM10: il valore limite della media giornaliera è di 50 µg/m³, che può essere superato al massimo 35 volte in un anno. La media annuale invece non può superare i 40 µg/m³
  • PM2,5: La media annuale non può superare il valore limite di 25 µg/m³

Da notare che l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la tutela della salute ha stabilito dei valori guida inferiori: per loro la media annuale non dovrebbe superare i 15 µg/m³ per il PM10 e i 5 µg/m³ per il PM2,5

L’Italia rispetta i valori limite delle polveri sottili?

In Italia la situazione è in miglioramento. Dal 1990 al 2019 le emissioni di polveri sottili sono calate di circa il 40%. Nel decennio tra il 2010 e il 2019 la concentrazione di PM10 è diminuita con una riduzione media annuale del 2,5%. Ma nonostante questi notevoli miglioramenti, nel 2020 il 30% delle stazioni di monitoraggio hanno superato il limite di concentrazione giornaliera di PM10; l’84% delle stazioni oltre il limite si trovano nella Pianura Padana.

Quali sono le possibili soluzioni?

Per quanto riguarda le emissioni industriali sono stati fissati dei limiti sempre più stringenti. Nel settore delle auto, negli ultimi decenni i motori sono stati sempre meno inquinanti. Ma un contributo decisivo potrebbe arrivare dall’affermarsi delle auto elettriche. Dove ancora c’è tanto da fare è il riscaldamento, che col passare degli anni è diventato la principale fonte di emissione di polveri sottili. La soluzione principale e definitiva sarebbe quella di passare a fonti di energie rinnovabile (solare, idrica ed eolica) per sostituire la combustione di petrolio, carbone e gas. Anche il comportamento individuale influisce: privilegiare l’utilizzo di biciclette o mezzi di trasporto pubblico rispetto alle auto e non riscaldare troppo le proprie case in inverno sarebbe un utile contributo

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