Lago di Montedoglio, la riserva del Tevere… in riserva

Il più grande lago della Toscana, formatosi con una diga sul Tevere, in crisi idrica in seguito alla siccità del 2017

Data delle riprese: 11/11/2017 – Luogo: Madonnuccia (Arezzo)

Succede che in estate i fiumi abbiano poca acqua e vadano sotto il flusso minimo vitale, un livello al di sotto del quale si compromette il suo equilibrio ecologico. Per evitare che questo accada anche al Tevere, negli anni ’80 si costruì una diga che formò il lago di Montedoglio (in provincia di Arezzo). Si creò così una riserva per regolare il flusso del fiume. Ma che succede, poi, se è la riserva del Tevere ad andare in riserva?

Andiamo con ordine. L’idea della diga nacque negli anni ’70, per rispondere a tre esigenze:

  1. Fornire acqua potabile ad alcuni paesi appenninici in provincia di Arezzo, Terni, Perugia e Siena;
  2. Fornire acqua per irrigare i terreni nello stesso comprensorio;
  3. Regolare, come detto, il flusso vitale del Tevere, evitando secche estive.

Si progettò quindi una diga per bloccare l’acqua dello stesso fiume a Montedoglio. Si evacuarono le abitazioni Madonnuccia, che diventò il “paese sommerso”. I lavori di costruzione iniziarono nel 1977 e terminarono nel 1993, mentre il riempimento dell’invaso iniziò nel 1990. A pieno regime il lago può contenere fino a circa 150 milioni di metri cubi d’acqua. Oggi in realtà ne contiene meno, circa 130 milioni, perché essendo un lago che si è formato da poco, il suo terreno deve ancora consolidarsi.

Nel 2017, però, l’invaso è arrivato a contenere neanche la metà della sua capacità odierna. La situazione di crisi idrica era più che evidente, bastava osservare i segni lasciati dall’acqua sulle pareti rocciose, parecchi metri sopra il livello dell’acqua in quel momento. Ma soprattutto si erano formate ampie zone aride: proprio lì dove fino a qualche mese prima c’era l’acqua, il terreno era diventato secco e si erano formate crepe.

Il motivo risale nell’eccezionalità di quell’anno: il 2017 è stato l’anno più secco degli ultimi due secoli, come evidenzia una nota del Cnr (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Un segno evidente del cambiamento climatico in atto. Da tenere ben in considerazione, dal momento che il lago di Montedoglio in futuro avrà anche una altro compito: c’è infatti il progetto di far giungere la sua acqua fino al lago di Trasimeno, in crisi idrica da decenni. 

Insomma l’invaso potrebbe diventare la riserva sia del principale fiume che del principale lago dell’Italia centrale. Sperando che finisca più in riserva.

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