Frana di Ischia, cosa è successo

Dalle rocce vulcaniche all’abusivismo: tutte le tappe che hanno provocato morti e devastazione durante la frana dell’isola di Ischia

operazioni di soccorso a Casamicciola dopo la frana di Ischia
Fonte: Dipartimento della Protezione Civile-Presidenza del Consiglio dei Ministri

Cosa è successo

Nelle prime ore del mattino del 26 novembre 2022 sulla cima del monte Epomeo, che domina l’isola di Ischia, si è innescata una frana che scende fino a valle, raggiungendo il mare e devastando tutto quello che ha incontrato: abitazioni, automobili e persone.

Dove è successo

L’isola di Ischia è composta da rocce vulcaniche create da antiche eruzioni che hanno sparso magmi, cenere e piccoli frammenti di roccia chiamati lapilli.(1) Questo tipo di suolo è poco compatto e in caso di pioggia può gonfiarsi e diventare instabile. In passato, infatti, ci sono state molte frane sui pendii del monte Epomeo, che coi suoi 789 metri è la montagna più alta e rappresentativa di Ischia. La sua cima è molto ripida e a valle ci sono le case dei sei comuni dell’isola.

Quando è successo

La notte tra il 25 e il 26 novembre del 2022 l’isola è stata colpita da una pioggia torrenziale: in sei ore sono caduti 126 millimetri di acqua per metro quadrato.(2) Uno dei picchi si è registrato proprio sul monte Epomeo, con oltre 50 millimetri di pioggia oraria. Il terreno della montagna si è riempito di acqua. Intorno alle 5 del mattino, vicino alla cima, sul versante settentrionale molto ripido, una parte di terreno ha ceduto.

La frana di Ischia

Una volta innescata, la frana è diventata sempre più grande, raccogliendo terreno, rocce, detriti, rami, tronchi e alberi che trova lungo il percorso. Finito il versante ripido della montagna, la frana ha travolto le prime abitazioni che ha incontrato, nella zona di via Celario, la frazione più alta del comune di Casamicciola Terme. A quel punto le strade sono diventate il letto in cui un fiume di fango e detriti ha continuato a scorrere violentemente verso valle, travolgendo case e automobili, fino a raggiungere il mare. Il tutto è avvenuto nell’arco di pochi minuti. 

Mappa dell'isola di Ischia con il percorso della frana
MAPPA COL PERCORSO PRINCIPALE DELLA FRANA DI ISCHIA

I soccorsi

Il boato della valanga ha messo in allarme tutti. I primi a intervenire sono sono stati la polizia, i carabinieri e la capitaneria di porto locali. La tragedia è apparsa subito in tutta la sua evidenza: strade invase da fango e detriti, case distrutte, automobili e autobus travolti e trascinati fino in mare. Nelle operazioni di soccorso sono stati coinvolti anche la protezione civile, i vigili del fuoco, il soccorso alpino e i militari della nave San Giorgio. Diverse persone sono state salvate, molte territori sono stati evacuati e presidiati, alcune famiglie sono rimaste isolate, senza corrente e acqua potabile per giorni. La ricerca delle vittime è durata fino al 6 dicembre, quando è stato ritrovato l’ultimo corpo e il bilancio è divdentato definitivo.

Le conseguenze della frana

I morti sono 12, tra cui 4 bambini. Gli sfollati sono quasi 300. Decine di case sono distrutte. Inoltre è stata costituita una zona rossa, da evacuare in caso di maltempo con rischio idrogeologico (il 12 dicembre successivo, ad esempio, mille persone hanno dovuto abbandonare le loro case). 

Le cause della tragedia

La frana di Ischia, innescata da piogge torrenziali, si inserisce in un contesto di cambiamenti climatici caratterizzati da eventi estremi sempre più difficili da gestire. Neanche due mesi prima, ad esempio, l’alluvione delle Marche aveva provocato altre 12 vittime. L’isola di Ischia è caratterizzata da un alto rischio idrogeologico: secondo una mappa dell’Ispra un quarto della persone che vivono a Casamicciola.è in pericolo per le frane(3) I problemi idrogeologici sono causati anche dalle precipitazioni e dalla storia geologica di Ischia, ma diventano “rischio idrogeologico” solo nel momento in cui frane ed esondazioni coinvolgono le persone. Ed è a questo punto che entra in gioco un altro aspetto molto dibattuto: l’abusivismo edilizio. A Ischia molte case sono state costruite senza autorizzazione, anche in territori pericolosi. Legambiente ha contato 27mila richieste di condono edilizio.(4) La superficie dell’isola è di 46 chilometri quadrati.

FONTI

  1. Ischia – Scheda dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia
  2. Evento franoso a Casamicciola Terme – Nota stampa del CNR
  3. Casamicciola, popolazione a rischio – Mappa Idrogeo, dell’ISPRA
  4. La tragedia di Ischia – Comunicato stampa di Legambiente
  5. Protezione Civile – Pagina da cui è stata tratta l’immagine utilizzata