L’inquinamento luminoso spiegato ai bambini

Semplici domande e risposte per comprendere le cause e le conseguenze dell’inquinamento luminoso

Inquinamento luminoso notturno

Ormai gli italiani non vedono più le stelle. Il motivo? Il cielo è capovolto! Fino a qualche anno fa, quando si alzava lo sguardo, si vedeva il cielo stellato; oggi se da un satellite si guarda il pianeta, si vede una distesa di puntini luminosi, simili a stelle. Siamo noi che, con le nostre luci artificiali, finiamo col creare una patina luminosa che ci impedisce di ammirare il cielo stellato.  Si chiama inquinamento luminoso, un fenomeno che riguarda praticamente tutti gli uomini del pianeta. Oltre a toglierci la possibilità di vedere la via Lattea, danneggia la nostra salute e quella dell’ambiente. Nonostante questo è poco noto e poco se ne parla.

1 – Che cos’è l’inquinamento luminoso?

L’inquinamento luminoso è la variazione della naturale illuminazione del pianeta di notte. Questa variazione avviene tramite fonti artificiali, ad esempio i lampioni e le insegne luminose.  In questo modo si altera la normale quantità di luce che, in condizioni naturali, sarebbe determinata principalmente dalla luna e dalle stelle.  Così si finisce col modificare un equilibrio, caratterizzato dall’alternarsi di luminosità diurna e notturna, che dovrebbe regolare la vita di tutti gli animali e delle piante.

2 – Quali sono le principali cause?

La causa principale è culturale. Si ritiene indispensabile la luce esterna di notte per varie ragioni: previene la criminalità, si guida meglio, si vedono facilmente tutte le attrattive della città (pub, negozi…), si possono ammirare i monumenti. Ecco quindi che, quando si abbassa il sole, si accendono le luci artificiali per illuminare tutto ciò che ci interessa. A volte senza neanche preoccuparsi troppo della direzione della luce, che se non schermata e direzionata verso il punto di interesse, si propaga verso tutte le direzioni (compreso il cielo). In questo modo, anziché circoscritta, l’illuminazione diventa diffusa.

3 – Quali sono le conseguenze sulla salute dell’uomo?

La luce interferisce con l’orologio biologico umano: un meccanismo che predispone il corpo ad affrontare al meglio tutte le fasi della giornata e della notte (detto anche ritmo circadiano). In particolare il buio favorisce la produzione di melatonina, un ormone che che agevola il sonno. Viceversa la luce artificiale di notte blocca la naturale produzione di questo ormone e può provocare insonnia. Non solo: in uno studio del 2007 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ammonisce che “ridotti livelli di melatonina di notte aumentano l’incidenza dei tumori”. 

4 – Quali sono le conseguenze per gli animali?

Proprio come gli uomini, anche gli animali soffrono di una carente produzione di melatonina a causa della mancanza di buio. Anche loro vanno incontro a disturbi del sonno. La luce artificiale inoltre interferisce col senso di orientamento di molte specie, confondendo le rotte degli uccelli migratori o attirando insetti o testuggini: ad esempio è stato studiato il comportamento delle piccole tartarughe che, quando si schiude l’uovo, vanno incontro alle luci della strada. Gli animali notturni, come i roditori o i pipistrelli, hanno attività ridotte. 

5- Quali sono le conseguenze per la vegetazione?

Anche la vegetazione ha un proprio orologio biologico, che viene scombussolato dalla luce artificiale. Le piante germogliano prima, i fiori esposti alla luce hanno forme diverse da quelli all’ombra e cambia anche la pigmentazione delle foglie. In città gli alberi perdono le foglie molto più lentamente rispetto al ciclo naturale, questo provoca un grave stress per la loro salute generale. Sempre nelle strade cittadine è facile notare piante con chiome che protendono in modo innaturale verso le fonti di luce artificiale

6 – Led, meglio o peggio?

L’invenzione delle lampade a Led (1993) ha rivoluzionato l’illuminazione artificiale mondiale ed è valsa il premio Nobel ai suoi inventori. Ma per quanto riguarda l’inquinamento luminoso, la situazione è peggiorata. Innanzitutto perché grazie alla sua efficenza energetica, quindi alla minore spesa per consumo, è aumentato il livello di illuminazione pubblica. Poi il Led utilizza prevalentemente luci fredde, tendenti al blu, la componente cromatica che più interferisce col ritmo circadiano e inibisce la formazione di melatonina

7 – Com’è la situazione in Italia?

Nel 2016 la rivista Science Advance ha pubblicato l’Atlante mondiale della luce artificiale notturna. Lo studio rileva che l’80 per cento della popolazione vive sotto un cielo affetto da inquinamento luminoso, percentuale che sale al 99 per cento se si considerano solo gli europei e gli americani. E l’Italia? Insieme alla Corea del Sud vince il triste primato del cielo più inquinato tra i pesi del G20. Nella pianura padana della via Lattea non c’è più traccia.

8 – Come si può rimediare?

Lo stesso Atlante mondiale elenca alcune possibili soluzioni:

  • Schermatura per impedire che la luce vada verso l’alto (soprattutto per l’illuminazione pubblica)
  • Utilizzare la quantità minima di luce per raggiungere l’obiettivo
  • Limitare la luce blu
  • Spegnere o diminuire il livello di luce quando non necessario (ad esempio usando anche sensori che rilevano la presenza di persone o veicoli)

9 – Che cosa prevede la legge?

Nessuna delle precedenti indicazioni è prescritta dalle norme italiane. Anche perché non ci sono leggi nazionali: l’argomento è affidato totalmente alle amministrazioni locali, non c’è nessuna legge quadro di riferimento. A questo proposito, però, un passo in avanti è stato fatto a livello giuridico, con la corte di Cassazione che, in una sentenza del 2020, ha ben inquadrato e sintetizzato il fenomeno:

"l'inquinamento luminoso" consiste in un'alterazione della quantità naturale di luce presente nell'ambiente notturno provocata dall'immissione di luce artificiale". L'inquinamento luminoso, come è noto, ha molteplici effetti negativi. Molteplici sono gli studi e i rapporti che documentano gli effetti della luce artificiale sull'ambiente e comprendono l'alterazione delle abitudini di vita e di caccia degli animali, disturbi alla riproduzione ed alle migrazioni, alterazioni dei ritmi circadiani, alterazioni ai processi fotosintetici delle piante e al fotoperiodismo, e per l'uomo, abbagliamento, miopia e alterazioni ormonali in grado di diminuire le difese contro i tumori.
Sentenza n.9353 del 2020 - Corte di Cassazione