Ghiacciaio Presena, sopravvivenza appesa a un telo

I teli geotessili avvolgono quello che resta del manto ghiacciato, vistosamente calato negli ultimi anni. Quanto durerà?

Teli geotessili in primo piano stesi sul ghiacciaio Presena
GHIACCIAIO PRESENA – 2021

Nel ghiacciaio Presena (tra il Trentino e la Lombardia) fino agli anni 90 ci si sciava da ottobre ad agosto. Poi è arrivato il caldo, costante e inesorabile. Lo sci estivo è rimasto solo un ricordo. Ma per evitare che non fosse tutto il ghiacciaio a restare solo un ricordo, i gestori degli impianti hanno deciso di salvaguardarlo, nascondendolo sotto un telo.

Il ritiro del Ghiacciaio Presena

Oggi infatti si deve proteggere la striscia di ghiaccio che rimane in estate. Ma non è sempre stato così. Fino a mezzo secolo fa, il manto bianco ricopriva tutta la montagna, in un unico blocco. Il catasto dei Ghiacciai Italiani del 1959 gli attribuiva un’estensione di 72 ettari. Negli anni successivi, però, il cambiamento climatico ha ridotto, anno dopo anno, la sua superficie. L’ultimo Catasto dei Ghiacciai Italiani del 2016 è impietoso: sono rimasti solo 25 ettari di mantello bianco.

I teli sul ghiaccio

Un ritmo di fusione, insomma, che sembrava non lasciare scampo. I gestori degli impianti di risalita, allora, hanno deciso di correre al riparo. Dal 2008 hanno iniziato il loro progetto di tutela: in giugno si stende un’enorme coperta sopra l’ultima striscia di ghiaccio rimasta. Lì sotto il manto riposa tutta l’estate, al riparo dai raggi del sole. Si stima che grazie a questo telo di tessuto geotessile la fusione si riduca di 2/3. Si garantisce in questo modo il funzionamento delle piste da sci, dopo l’estate.

I teli ricoprono il ghiacciaio Presena per evitare lo scioglimento

Scienziati contro i teli

Una soluzione, quella dei teli, non troppo gradita agli esperti. Nel gennaio del 2022 numerosi scienziati ed enti del settore hanno sottoscritto un documento sulla copertura dei ghiacciai. Questo tipo di intervento viene da loro considerato poco sostenibile per l’ambiente, considerando l’impiego di risorse necessarie per la produzione dei teli di plastica e il loro dispiegamento sul manto ghiacciato. Oltretutto “insaccare” il ghiacciaio significa isolare un ecosistema vivo dal suo ambiente naturale. “I ghiacciai si salvano solo – scrivono nel documento – stabilizzando il clima del pianeta. Non esistono scorciatoie”.

L’alga rossa

Un altro nemico, poi, mina l’integrità del ghiacciaio Presena: l’alga rossa. Si tratta di una pianta che può prodursi quando il ghiaccio fonde. In questa evenienza il manto nevoso assume una colorazione rosa o rossa. Questa tonalità, rispetto al bianco che si ha in condizioni normali, riduce il riflesso della luce e accelera la fusione. Questo fenomeno è stato notato per la prima volta in Groenlandia, ma nell’estate 2021 si è visto anche nel Presena. Tanto che gli esperti del Cnr invitano i turisti a inviare loro le foto per monitorare la situazione.

Futuro incerto

Per quanto tempo si riuscirà a tenere in vita il ghiacciaio? Di certo la situazione peggiora di anno in anno. Gli esperti di Legambiente e del Comitato Glaciologico Italiano sostengono che entro il 2050 potrebbero scomparire tutti i ghiacciai sotto i 3500 metri. L’altezza massima del Presena è 3.069 metri.

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