La desertificazione: cause e conseguenze

Che cos’è la desertificazione? Perché sta avanzando? Dove? Ci sono rimedi? Ecco una scheda per sapere tutto

Vallata brulla a causa della desertificazione

Che cos’è la desertificazione?

La desertificazione è un processo di degrado del suolo: lo strato superficiale del terreno perde le sue componenti essenziali (in particolare le sue sostanze nutritive) fino a restare privo delle suo potenziale produttivo. In questo modo la terra perde la sua fertilità e diventa sempre più inospitale per tutte le specie vegetali e animali (uomo compreso). Le zone desertificate si presentano aride e brulle. Il motivo principale che porta alla desertificazione è una ridotta, o corrotta, interazione del suolo con l’acqua. Le cause possono essere sia naturali che antropiche (relative alle attività umane).

Quali sono le cause naturali?

  • TEMPERATURA: L’alta temperatura aumenta l’evaporazione di umidità dal terreno, che quindi può diventare più secco e meno fertile.
  • SICCITA’: L’assenza di piogge per periodi prolungati compromette il potenziale produttivo del terreno.
  • EROSIONE: Quando abbondanti precipitazioni insistono in una zona delimitata, l’acqua può portare via la parte più superficiale del terreno, che è quella più ricca di componenti organiche.
  • MORFOLOGIA: Territori con montagne ripide, esposte al sole, favoriscono la desertificazione. Nei pendii più ripidi, infatti, l’acqua piovana non riesce a filtrare nel terreno perché scivola, sfavorendo la comparsa di vegetazione.

Quali sono le cause antropiche?

  • URBANIZZAZIONE: Per costruire case e infrastrutture si ricopre il suolo di cemento, rendendolo impermeabile. Inoltre per estrarre materiali per la costruzione, sorgono cave che compromettono i terreni di vasti territori. 
  • AGRICOLTURA: L’utilizzo di pesanti mezzi meccanici compatta il terreno, rendendolo meno ricco di sostanze organiche in superficie, compromesse anche dall’uso di pesticidi. Le monocolture impoveriscono la biodiversità del suolo.
  • PRELIEVO DI ACQUA: L’utilizzo di acqua per scopi agricoli e cittadini è molto aumentato, provocando una diminuzione dei corpi idrici superficiali e sotterranei, necessari per mantenere vitale la terra.
  • DEFORESTAZIONE: La vegetazione trattiene l’acqua piovana e rende più stabile il terreno. L’aumento della deforestazione per l’utilizzo del legno o per creare posto per l’agricoltura e l’allevamento favorisce la desertificazione
  • INCENDI: Gli incendi, oltre a distruggere la vegetazione, impoveriscono drasticamente la ricchezza biologica del terreno.
  • GAS SERRA: L’energia, necessaria per la gran parte delle attività umane, si produce bruciando combustibili fossili. Da qui deriva l’enorme immissione di gas serra in atmosfera, che innesca il riscaldamento globale: caldo e siccità aumentano e favoriscono la desertificazione.

Come si manifesta la desertificazione?

Quando la pioggia non riesce a compensare l’acqua persa dal terreno, il suolo diventa arido, perde i suoi componenti biologici necessari per la crescita della vegetazione. Senza vegetazione, non ci possono essere neanche le specie animali. Per questo motivo le zone desertificate si presentano aride, spoglie, prive (o quasi) di ogni forma di vita. La desertificazione è un processo graduale. All’ultimo stadio di tale processo c’è il deserto di sabbia (come quello del Sahara), che oggi ricopre oltre il 6% della superficie terrestre. Ma senza arrivare a quell’estremo, anche a stadi intermedi della desertificazione il terreno perde il suo potenziale produttivo, fino a diventare completamente sterile. Inutile per uomini e animali.

Quali sono le conseguenze?

Il terreno arido perde le sua vitalità: non ci sono più sostanze nutritive, in grado di far nascere e crescere una florida vegetazione, che possa diventare casa di molte specie animali. Quindi la desertificazione colpisce la biodiversità. Ma senza vegetazione e microorganismi del terreno, il suolo perde anche la sua funzione di stoccaggio di carbonio, utile per contenere l’anidride carbonica (gas serra) in atmosfera. Inoltre la terra sterile non può essere coltivata, né è utile per il pascolo. Per questa ragione molte persone, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, perdono la loro principale fonte di sostentamento. Di conseguenza la desertificazione aumenta il numero dei cosiddetti “migranti climatici”.

La desertificazione sta aumentando o diminuendo?

A causa dei cambiamento climatico in corso, la temperatura media globale sta aumentando e i periodi di lunga siccità si verificano più spesso. Questi due aspetti favoriscono la desertificazione, che nei prossimi anni è destinata ad aumentare. Si stima, ad esempio, che nel 2050 il degrado del suolo determinerà un calo del 10% della produzione agricola mondiale e fino a 700 milioni di persone saranno obbligate ad emigrare.

Quali sono i paesi più colpiti nel mondo?

Il paese più colpito in assoluto è l’Africa, soprattutto a sud del Sahara: si stima che oltre i 2/3 delle terre aride coltivabili siano degradate, se non completamente desertificate. A seguire il maggior numero di persone colpite, o che rischiano di essere colpite, dalle conseguenze della desertificazione si trovano in Asia, Medio Oriente e Sudamerica. Ma anche in Australia e nei paesi centrali degli Stati Uniti i territori degradati sono in aumento. In Europa la situazione è più critica nella zona mediterranea: Spagna, Portogallo, Italia, Grecia, Cipro e Serbia sono i paesi più colpiti.

L’Italia è a rischio desertificazione?

Si stima che il 28% del territorio italiano manifesti segni di degrado del suolo, con differenti caratteristiche e livelli. La situazione più grave è in Sicilia, seguita da Molise, Basilicata e Sardegna. In generale è tutta la zona meridionale a essere considerata più vulnerabile, a causa delle peggiori condizioni climatiche (in particolare l’alta temperatura). Ma negli ultimi anni ci sono dei peggioramenti visibili anche in Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

Quali sono i rimedi?

Sarebbe importante prendere provvedimenti negli ambiti che riguardano tutte le cause antropiche della desertificazione. Queste sono alcune attività che porterebbero benefici: 

  • Ridurre il consumo di suolo per la costruzione di nuove abitazioni, puntando sul riutilizzo di edifici abbandonati. 
  • Prediligere un’agricoltura biologica, senza uso di pesticidi e più rispettosa della terra
  • Ridurre lo spreco d’acqua nella rete idrica (oltre il 40% in Italia)
  • Tagliare meno alberi e puntare alla riforestazione
  • Ridurre le emissioni di gas serra, puntando sull’energia rinnovabile, per rallentare il riscaldamento globale

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