La deforestazione spiegata ai bambini

Come mai tagliare alberi provoca siccità e malattie? Ecco una guida per capire cause e conseguenze della deforestazione

Stiamo eliminando le più grandi foreste del mondo. Albero dopo albero, la deforestazione procede inesorabile: immense giungle sono rase al suolo per fare spazio a strade e campi agricoli. Gli animali selvatici perdono la loro casa, mentre noi perdiamo i nostri migliori alleati per vivere in mondo sano: gli alberi. Ma ci conviene davvero? In questa guida esaminiamo i principali elementi (cause, conseguenze, soluzioni) per comprendere in modo chiaro il problema della deforestazione, dall’Amazzonia fino all’Italia.

Cos’è la deforestazione

La deforestazione consiste nella scomparsa delle foreste: il suolo sul quale si innalzavano gli alberi resta privo di vegetazione e animali selvatici. La natura spontanea viene sostituita da altro: coltivazioni, allevamenti di bestiame, edifici, strade, oppure dal deserto. 

Cause della deforestazione

La deforestazione avviene per un motivo molto chiaro: gli uomini ritengono conveniente eliminare gli alberi. Vediamo per quale motivo

  • Agricoltura – È il principale motivo per cui vengono abbattute le foreste. Il metodo più usato è questo: si tagliano gli alberi, poi si brucia tutto (bosco e sottobosco) e si utilizza la cenere come fertilizzante del terreno. È quello che avviene nelle più grandi foreste tropicali del mondo, in particolare in Sudamerica e in Africa. Si eliminano gli alberi per far posto, soprattutto, a campi di soia o palme (per produrre olio).
  • Allevamento –  È l’altro principale motivo della deforestazione, dopo l’agricoltura. Ampie porzioni di foreste, a partire da quella amazzonica, vengono abbattute per fare spazio per il pascolo del bestiame, in particolare quello bovino. Le carni vengono poi esportate in tutto il mondo.
  • Urbanizzazione – La popolazione mondiale è in crescita. Le città si espandono e hanno bisogno di spazio. A farne le spese sono anche le foreste, che vengono eliminate per costruire edifici e strade. Questo è stato uno dei principali motivi della deforestazione in Europa.
  • Legname – Il legno degli alberi può essere utilizzato per fabbricare prodotti: ad esempio i mobili di casa, o la carta per i libri. Oppure il legname può essere bruciato, per il riscaldamento: nel nord Italia, ad esempio, in molte zone si riscalda la casa col caminetto.
Tronchi accumulati dopo la tempesta Vaia

La situazione attuale

In questo momento il 31% della terra emersa è ricoperta da foreste.(1) Ma una volta l’estensione era ancora maggiore. Infatti abbiamo perso ben un terzo delle foreste del pianeta, da quando l’essere umano ha cominciato a dedicarsi all’agricoltura, 10mila anni fa.(2) La deforestazione, ad opera dell’uomo, è cominciata allora e non si è più fermata. Nel trentennio 1990-2020 sono scomparsi 178 milioni di ettari di foreste mondiali(1) (un’area superiore alla superficie di Italia, Francia, Germania e Spagna messe insieme). Le maggiori perdite avvengono nelle foreste tropicali in Africa e in Sudamerica (dove si trova la foresta amazzonica, la più grande del mondo, che perde estensione ogni anno).

Le conseguenze della deforestazione

  • Riscaldamento globale – La Terra in questo momento sta vivendo una crisi climatica, a causa dell’emissione di gas serra che intrappolano il calore nell’atmosfera (effetto serra) e riscaldano tutto il pianeta. Attraverso la fotosintesi clorofilliana, gli alberi assorbono l’anidride carbonica (CO2, il principale gas serra), trattengono il carbonio (C) utile per le funzioni vitali della vegetazione e rilasciano l’ossigeno (O2) indispensabile per la nostra sopravvivenza. Nel momento in cui eliminiamo le foreste, ci priviamo di questo “servizio” fondamentale. Anzi, quando bruciamo il legno, tutto il suo carbonio stoccato al suo interno ritorna nell’atmosfera in forma di anidride carbonica, aggravando l’effetto serra.
  • Siccità – Quando fa caldo, dalla vegetazione evapora acqua che poi si condensa in nuvole e ricade al suolo come pioggia. In questo modo il clima è più fresco e umido. A causa della deforestazione si perdono queste funzioni e il clima diventa più caldo e secco. Negli ultimi anni la siccità è diventata un problema sempre più grave e diffuso.
  • Frane e alluvioni – Le chiome degli alberi trattengono e filtrano la pioggia, che cade a terra più lentamente e viene assorbita da un terreno fertile. Quando eliminiamo le foreste, invece, la pioggia cade direttamente su un suolo più secco, incapace di assorbire l’acqua, che quindi defluisce rapidamente verso i fiumi. Questa è anche una delle cause per cui avvengono le alluvioni. Non solo. Tagliando gli alberi si perdono anche le radici, che tengono unito il terreno ed evitano le frane. La deforestazione, quindi, è una delle cause del dissesto idrogeologico.
  • Biodiversità – L’80% delle specie terrestri di animali e piante si trovano nelle foreste.(1) Con la deforestazione mettiamo a rischio la sopravvivenza di animali selvatici, uccelli e vegetali.
  • Salute – Se ci sono problemi ambientali gli animali ne risentono e si ammalano più facilmente. Molte malattie infettive del mondo moderno sono causate da virus e batteri che hanno fatto il salto di specie, passando dagli animali agli uomini. Oltretutto, con la deforestazione, l’uomo si insinua sempre di più negli ambienti in cui vivono gli animali selvatici, favorendo il salto di specie.

La situazione in Italia

L’Italia, come molti altri paesi europei, è in controtendenza rispetto alla media mondiale: le foreste sono in aumento. Dal 1950 ad oggi la loro estensione è passata da 5,6 a 11 milioni di ettari (un terzo della superficie della nostra nazione).(3) Questo aumento è dovuto principalmente all’abbandono di molti territori agricoli in collina e in montagna, che si sono riempiti di vegetazione spontanea. In Italia ci sono, però, anche aspetti negativi: infatti stanno diminuendo i boschi di pianura e quelli vicino ai corsi d’acqua, soprattutto per fare spazio agli insediamenti urbani.

Come fermare la deforestazione

Nel corso degli ultimi decenni ci sono state diverse iniziative per fermare la dilagante deforestazione. Vediamo le principali soluzioni intraprese

  • Leggi nazionali – La deforestazione deve essere vietata dalle leggi nazionali. In Italia è stata molto utile la legge 353/2000(6) per contrastare gli incendi boschivi, che vieta il cambio di destinazione dei terreni dopo il rogo. Era prassi, infatti, innescare incendi che bruciavano ampie foreste, per poi sfruttare i terreni per l’agricoltura o l’edilizia.
  • Trattati internazionali – Diventa inutile, però, fermare la deforestazione nazionale, per poi contribuire alla deforestazione mondiale. Ampie porzioni delle più grandi foreste del pianeta vengono eliminate per produrre soia, olio di palma e carni, che vengono vendute in tutto il mondo. Un regolamento dell’Ue(7) vieta l’importazione di prodotti coltivati in zone disboscate dopo il 31-12-2020.
  • Consapevolezza – Non solo le istituzioni ma anche le persone dovrebbero avere a cuore la sopravvivenza delle foreste. Potrebbero ad esempio informarsi sull’origine dei prodotti che comprano. Ci sono delle organizzazioni (le principali sono FSC e PEFC) che danno informazioni e certificano la sostenibilità dei prodotti.

FONTI

  1. Global forest resources assessment – Report della Fao
  2. Forests and Deforestation – Analisi pubblicata su OurWorldInData.org
  3. Foreste e biodiversità – Report dell’Ispra
  4. The state of world forest – Report della Fao
  5. Rapporto sullo stato delle foreste – Report del ministero dell’Agricoltura
  6. Legge 353/2000 – Legge quadro sugli incendi boschivi
  7. Regulation 2023/1115 – Regolamento europeo