La moria delle api: cause e conseguenze

Le api in pericolo a causa delle attività umane. Ecco una guida per capire l’importanza e i rischi degli impollinatori nel mondo moderno

ape morta

Non fanno solo il miele. Le api sono l’elemento determinante per tenere in piedi interi ecosistemi naturali in tutto il mondo. Eppure le attività umane le stanno decimando. La moria di api è un problema mondiale emergente, che può compromettere tutta la natura. Non per niente si attribuisce ad Einstein questa citazione: “Se tutte le api scomparissero, all’uomo resterebbero solo quattro anni di vita”. Un’esagerazione? In questa guida ci sono tutti gli elementi per comprendere l’importanza degli impollinatori e le cause della moria di api. 

L’impollinazione

Le api si addentrano nel fiore per succhiare il nettare, imbrattano così le zampe e il corpo di polline, che è il gamete maschile delle piante. Muovendosi poi da un fiore all’altro, sempre in cerca di cibo, le api trasportano e rilasciano involontariamente questo polline nei pistilli, la parte femminile delle piante. Grazie a questa attività nascono frutti e semi, permettendo alle piante di riprodursi. Anche alcune farfalle, pipistrelli o altri uccelli sono impollinatori, ma le api sono di gran lunga i principali animali a svolgere questa funzione determinante per lo sviluppo di tutta la natura.

I servizi resi dalle api

  • Biodiversità – Il 90% delle piante da fiore del pianeta dipendono dagli impollinatori.(1) Tutte queste piante, poi formano l’habitat di svariati ecosistemi naturali e sono alla base della catena alimentare di moltissime specie animali.
  • Miele – La produzione di miele, di cera d’api e altri sottoprodotti è un mercato molto sostanzioso. Nel mondo ci sono oltre 80 milioni di alveari, che producono 1,6 milioni di tonnellate di miele.(2)
  • Agricoltura – Il 40% delle coltivazioni agricole dipendono direttamente dagli impollinatori,(1) ai quali si devono soprattutto i raccolti più preziosi di frutti e verdure (mele, fragole, ciliegie, noci o semi oleosi, solo per citarne alcuni). Tra questi ci sono anche il cacao e il caffè, alla base dell’economia di diversi paesi in via di sviluppo.
  • Dieta – Grazie all’impollinazione si sviluppano tantissimi frutti, ortaggi e semi che diventano carboidrati e proteine vegetali per una dieta sana e variegata.
  • Materiali – Gli impollinatori permettono lo sviluppo di piante che utilizziamo in vari modi: legni di diversi tipi, biocarburanti (dalla soia) e medicine.

La moria delle api

Nonostante tutti questi servizi, le attività umane mettono in pericolo questi impollinatori. Nel mondo esistono ben 20mila specie di api. Tuttavia, il loro tasso di estinzione è molto superiore alla media a causa dell’impatto umano; infatti, ben il 35% di queste specie oggi è a rischio.(3) In Europa, una specie su tre è in declino, mentre una su 10 rischia di estinguersi.(4) Anche in Italia negli ultimi anni restano elevati i casi di avvelenamento di api(5) e diventano sempre più frequenti le denunce di morie d’api da parte degli apicoltori. Vediamo quali sono le principali cause per cui le api stanno morendo.

Cause delle moria delle api

  • Pesticidi – I pesticidi sono molto utilizzati dagli agricoltori per impedire ai parassiti di aggredire le coltivazioni. Ma le sostanze chimiche usate avvelenano anche le api che si nutrono di polline e nettare contaminati. A causa dei pesticidi le api possono perdere l’orientamento, deperire o morire.
  • Consumo di suolo – Gli uomini hanno ridotto e frammentato gli habitat delle api, radendo al suolo intere zone naturali per far spazio a strade, città e campi agricoli.
  • Agricoltura – I pascoli ma anche le monocolture sono ambienti naturali che hanno perso tutte le varietà di piante che fiorivano in periodi diversi, offrendo cibo alle api tutto l’anno.
  • Cambiamento climatico – Il caldo, la siccità e gli eventi estremi mettono in crisi la vegetazione, e quindi anche le api che si nutrono grazie ai fiori. Inoltre i periodi di fioritura stanno variando, facendo saltare la naturale sincronia tra richiesta e offerta di nettare e polline.
  • Specie aliene – Ci sono alcune specie aliene, come il calabrone asiatico, che si nutrono di api. Le piante invasive, invece, possono rimpiazzare quelle autoctone, naturali fonti di polline e nettare.

Cosa succede senza le api?

Tutte queste cause mettono in repentaglio l’esistenza di molte specie di api in tutto il mondo. Di conseguenza, vengono meno anche tutti i servizi che gli impollinatori offrono gratuitamente. Ad esempio, nel settore agricolo si sta studiando il modo più efficace per impollinare artificialmente le piante, perché senza le api sono a rischio i raccolti più remunerativi. Inoltre la nostra dieta diventerebbe meno sana e varia, poiché sparirebbero tantissime varietà di ortaggi e frutta, sia fresca che secca. A lungo andare, se continuasse il declino degli impollinatori, interi ecosistemi naturali in tutto il mondo sarebbero a rischio. Che fare per scongiurare questo scenario?

Le soluzioni per salvaguardare le api

  • Pesticidi – Servono controlli e divieti per i pesticidi più dannosi. È utile anche vietare i pesticidi (come sta avvenendo in Italia) in determinati periodi (in primavera, il principale periodo di fioritura), orari (dall’alba al tramonto, quando le api sono al lavoro) o zone (se ci sono molti impollinatori).
  • Agricoltura – L’agricoltura biologica, che non utilizza prodotti chimici, è amica delle api. È fondamentale anche la presenza di varie colture, che offrono cibo diversificato agli impollinatori, in periodi differenti.
  • Zone urbane – Anche in città si possono creare degli spazi con piante autoctone di vario tipo, che diventino un habitat naturale per le api. Meglio ancora se questi spazi verdi collegano zone naturali distanti: potrebbero diventare corridoi ecologici che agevolano le api, permettendo anche il loro spostamento per meglio adattarsi ai cambiamenti climatici.

La giornata mondiale delle api

Nel 2017 l’Onu ha stabilito che il 20 maggio è la giornata mondiale delle api. La principale spinta per questa decisione è arrivata dal rapporto dell’Ipbes(2) che ha tratteggiato lo scenario critico delle api. Dal 2018, quindi, si celebra la giornata delle api, per tenere viva l’attenzione di tutto il mondo sulla necessità di salvaguardare gli impollinatori.

FONTI

  1. Protecting pollinator from pesticides – Report della Fao
  2. Pollinator, pollination and food production – Report di Ipbes
  3. World bee day – Approfondimento dell’Onu
  4. New deal for pollinators – Documento della Commissione europea
  5. Moria di api – Annuario dei dati ambientali dell’Ispra