Inquinamento, la metamorfosi dell’Aniene a Tivoli

Il secondo fiume della capitale appare limpido fino a Tivoli, poi, nel corso di un chilometro, diventa torbido e biancastro. Da dove arriva questo intenso inquinamento?

Acqua biancastra a Tivoli
TIVOLI 2017

Prima è tanto limpido che ti vien voglia di farci il bagno, poi è tanto sporco che preferisci stare lontano. È la trasformazione dell’Aniene a Tivoli, dove, nel corso di un solo chilometro, diventa vittima di un inquinamento intenso e misterioso. Che cosa è successo in quel tratto da rendere l’acqua così torbida e biancastra?

L’Aniene bucolico

L’Aniene nasce sui monti Simbruini, al confine tra Lazio e Abruzzo. Nella prima parte del suo percorso attraversa vallate e piccoli paesi, allietando gli abitanti con la sua acqua pura e limpida. Questo succede fino alla zona di Campolimpido (frazione a Nord di Tivoli), presso il lago di Favale, chiamato così perché il fiume si allarga poco prima della diga di una centrale idroelettrica. Qui si respira un’atmosfera bucolica splendida, immersi nel verde, tra il cinguettio degli uccelli e le anatre che sguazzano felici. Stando però ben attente a non allontanarsi troppo.

L’Aniene inquinato

Già, perché basta percorrere qualche centinaia di metri e cambia tutto. A un chilometro di distanza c’è il Ponte Lucano, a Tivoli. Il fiume non sembra più lo stesso, l’acqua è torbida e biancastra, ovviamente non ci sono più anatre, ma è facile immaginare che non possa esserci nessuna specie di fauna fluviale. L’Aniene si è trasformato e resta in questo stato fino al Tevere.

Da dove arriva l’inquinamento dell’Aniene?

Le cronache locali periodicamente si occupano del caso. Difficile risalire al colpevole, o ai colpevoli. Perché in quel breve tratto l’acqua attraversa la centrale idroelettrica, diverse fabbriche e un depuratore. Un grande problema, infatti, è il grande di numero di abitanti (oltre 50mila solo a Tivoli) che utilizzano l’Aniene come canale di scolo.

L’Aniene e il travertino

Ma un altro aspetto da non sottovalutare è che in quel punto il fiume si avvicina alle cave di travertino. Su questo aspetto pone l’accento l’Arpa Lazio, che monitora costantemente i corsi d’acqua, e ha posto una stazione di monitoraggio proprio nel tratto del Ponte Lucano. A proposito di quel punto, scrive nel suo rapporto “Corpi idrici superficiali della città metropolitana di Roma” del 2019: “le acque subiscono pressioni riguardanti il chimismo relativo soprattutto all’estrazione e alla lavorazione dei marmi tipica di questa zona”.

L’Aniene e l’inquinamento del Tevere

Alla fine del suo corso poi l’Aniene confluisce nel Tevere, a Roma, tra l’altro in zona spesso utilizzata come discarica abusiva. Il fiume della capitale deve sopportare uno stress ecologico non indifferente. Non per niente le coste di Fiumicino, dove sfocia, sono uno dei più vividi esempi di Marine litter in Italia

Data delle riprese: 28/05/2017 – Luogo: Tivoli (Roma)